Il tabacco. Un tuffo nella storia

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La storia delle sigarette alla menta non può non intrecciarsi con quella del tabacco. Origini antichissime che risalgono alla scoperta del nuovo mondo, le Americhe, ricche di risorse come le piante di tabacco.

In Italia arrivò nel XVI secolo, coltivato dai monaci cistercensi nelle campagne romane per le proprietà che gli vennero riconosciute dagli indiani d’America in primis, che lo utilizzavano per alleviare il senso di fame e fatica.

Divenne popolare in Vaticano, masticato o fumato in ogni occasione, anche in chiesa. Questi eccessi fecero sì che, nel 1624, Papa Urbano VIII vietò il tabacco a San Pietro. Non veniva condannato l’uso del tabacco in sé, era il suo eccesso ad essere considerato un vizio.

Arriviamo alla storia più recente.

Durante la Prima Guerra Mondiale, in Europa la domanda di tabacco (anche di sigarette alla menta) aumentò esponenzialmente.

I governi nazionali europei distribuivano gratuitamente sigarette all’esercito in trincea. Al termine del conflitto i soldati, di ritorno in patria e acclamati come eroi, continuarono a fumare rendendo popolare questa pratica. Lo scenario non cambiò durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Infatti le sigarette erano incluse nelle razioni dei soldati americani che continuarono a fumare lo stesso prodotto anche dopo la fine della guerra.

sigarette alla menta

La nascita delle sigarette alla menta

All’inizio degli anni ’20, precisamente nel 1924, nacquero le prime sigarette alla menta, inventate-per caso-da Lloyd “Spud” Hughes in Ohio, che ripose alcune sigarette in un barattolo che conteneva della menta piperita. Soltanto dopo si accorse che il tabacco aveva assorbito l’aroma. La scoperta non ebbe una gran risonanza finché la Axton-Fisher Tobacco Company acquistò il brevetto nel 1927 e le commercializzò con il nome di Spud Menthol Cooled Cigarette.

Furono le uniche e più popolari sigarette aromatizzate alla menta degli Stati Uniti fino al 1937 quando, l’anno successivo, la Brown & Williamson Tobacco Company creò il marchio Kool, per le sue sigarette alla menta.

Il marketing ha contribuito a rendere memorabile questo prodotto, saldo nel mercato USA per due decenni, sfruttando le proprietà “medicinali” del mentolo. Le sigarette Kools divennero famose per essere “comfort per la gola” o proposte per l’uso occasionale, in alternanza ad altri tipi di tabacco.

Nel 1956 Kool lascia il posto a Salem, il nuovo marchio di sigarette alla menta di RJ Reynolds Tobacco Company, le prime ad avere il filtro all’estremità.

Visto il successo di Salem, il mercato iniziò a riempirsi di sigarette mentolate con filtro:

  • Lorillard con Newport nel 1957;
  • Philip Morris con Alpine nel 1959;
  • Brown & Williamson con Belair nel 1960.

Il marketing nelle sigarette aromatizzate

Negli anni ’20, quando le sigarette aromatizzate al mentolo erano una novità, si posizionavano sul mercato come un prodotto dal gusto più morbido rispetto al normale tabacco, per rivolgersi indirettamente al pubblico femminile.

Alcuni annunci utilizzavano come testimonial attrici note e definivano le sigarette alla mente un’alternativa ai dolci, per mantenere la linea.

Oppure facevano leva sul fattore etnico, con messaggi rivolti agli afroamericani che, negli anni ’70, prediligevano le sigarette al mentolo. In altri le sigarette mentolate venivano definite “a rischio modificato” cioè falsamente meno dannose delle sigarette tradizionali.

 

YellowAmarillo. Il colore della creatività.

YellowAmarillo è il primo blog monografico firmato QuestionMark con un colore per nome. Un colore che diventa Yellow, nella lingua universale della comunicazione e Amarillo, in quella della nostra seconda casa, la Spagna. Perché proprio il giallo? Perché è il colore della luce, della scoperta, della creatività. Per noi l’unico possibile.

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